ALEX BELLINI, Una vita dedicata all’esplorazione di sè.

Faenza, nella sala del Baiocco (via Campidori, 28), il circolo Rione Rosso, in collaborazione con l’Asd 100 Km del Passatore, ha promosso un incontro con Alex Bellini, il noto atleta “estremo” valtellinese (nato all’Aprica il 15 settembrre 1978), amante delle sfide impossibili e solitarie, che – come afferma egli stesso – “attraversa il mondo per vivere al meglio la vita che desidera e conoscere se stesso fino in fondo”. Sfide in barca a remi, come, ad esempio, la “Al-One 2005” (partito da Genova il 18 settembre 2005 è arrivato a Fortaleza (Brasile) dopo 226 giorni e 10.000 km di mare, lottando contro fame e imprevisti di ogni natura), oppure la traversata, sempre in solitaria, dell’oceano Pacifico, iniziata da Lima (Perù) nel febbraio 2008 e terminata nel dicembre dello stesso anno a Sydney (Australia), dopo 18.000 km, ad appena 65 miglia dalla costa, sfida comunque certificata “come completata” dalla “Ocean Rowing Society”). Ma anche sfide a piedi, come, ad esempio, la “Marathon des sables”, nel deserto del Marocco, una corsa a tappe di 250 km (aprile 2001), la “Alaska Ultrasport Extreme” (febbraio 2002): circa 600 km a piedi trainando una slitta, o, ancora, sempre in Alaska”, la “Ultrasport Impossible” (febbraio 2003): circa 1.400 km a piedi (3° in circa 27 giorni). Nel corso del suo intervento, Bellini ha raccontato proprio le sue esperienze in Alaska, così come le traversate oceaniche in barca a remi, fino alla recente “NY Foot Race”, corsa a piedi da Los Angeles a New York da lui compiuta in 70 giorni.

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