Giovanni, corrispondente.. di corsa

Giovanni ad Ironbridge, culla della rivoluzione industriale, quello sullo sfondo è il primo ponte di ferro della storia (1779)

Giovanni ad Ironbridge, culla della rivoluzione industriale, quello sullo sfondo è il primo ponte di ferro della storia (1779)

Avvicinarsi ad un nuovo sport è un’avventura eccitante e piena di sorprese. All’inizio non ci sono grandi idee sul miglior tipo di scarpe da corsa per te, i diversi materiali di abbigliamento e gli effetti di una dieta sbagliata o su come gestire il proprio allenamento. C’è solo una cosa, la passione. Poi si passa attraverso la fase della ricerca di un compagno, qualcuno con cui condividere la fatica degli allenamenti, gli obiettivi, le pizzate post maratona. È un percorso pieno di sfide e di potenziali amicizie, a volte per pochi chilometri, altre per la vita. Con questa idea in mente, nel 2003 è iniziata la mia avventura nell’associazione del Passatore, quando Tatiana chiese a Ghera di mettere insieme un gruppo di una decina di persone per formare il gruppo sportivo e dare un’opportunità agli amatori locali di ottenere un tesserino Fidal, correre maratone e ovviamente la Cento! Il resto è storia, la prima mezza, la prima maratona, la prima Cento, battere i propri record, la maratona a Parigi con nove dei nostri, le riunioni del lunedì sera, il campionato societario, la prima divisa e le tute col logo orgogliosamente disegnato da me, le feste di Natale, le prime corse organizzate dal gruppo, Pieve Corleto e Sarna, gente che viene e gente che va, chi per lavoro, chi per un’altra squadra e chi inaspettatamente, come l’indimenticabile Tomaso.
Il mio viaggio è iniziato nel 2013 vincendo un bando per una progetto Leonardo in Spagna che non sapevo avrebbe innescato una serie di eventi che mi hanno portato a vivere in Inghilterra con la mia compagna Amy. La zona dove viviamo è molto remota, lontana dal caos di Londra e delle grandi città, siamo circondati da una campagna costellata da piccoli paesini da cartolina, con caratteristiche strutture di travi di quercia e tetti di paglia, un po’ stile Harry Potter. La domenica mattina, per le strette strade delimitate da fitte siepi, decine e decine di ciclisti sfrecciano su e giù, tutti salutandosi come passeggiatori in montagna. Quale migliore occasione per esaudire un sogno che conservavo da anni nel cassetto, comprarmi una Bianchi. È impossibile nascere e crescere in Romagna senza avere la voglia della bici, a Faenza poi ci sono più ruote che gambe! Quindi, da poco più di un anno è iniziata questa mia nuova passione e finalmente ho potuto indossare la maglia della Mercatone Uno comprata ai tempi di Pantani.
Il virus della corsa però sembra aver covato dentro di me, in attesa della proposta del nostro ferroviere Daniele di correre insieme la Maratona di Manchester.
Mancano 42 giorni quindi, quarantadue giorni per ritrovare gambe, testa e polmoni, quarantadue giorni per preparare una corsa che, come agli inizi della nostra avventura podistica, non sarà per nulla agonistica, ma semplicemente all’insegna dell’amicizia e della voglia di condividere la strada.
Giovanni Buldrini

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